Le mie piante preferite

Il Mirto

Non ho dubbi, al primo posto c’è sicuramente la pianta del Mirto.

Il suo profumo mi ha sempre attratto, insieme alla sua bellezza, specie nel periodo in cui è in fiore.

Al mio paese, quando ero piccolo, ricordo quanto ammiravo questo piccolo alberello, per la sua resistenza e la sua forza, perché anche quando lo tagliavamo quasi del tutto, bastava un anno per divenire più rigoglioso di prima, questo succedeva anche quando scoppiavano gli incendi, cosa che accadeva abbastanza di frequente.

Un altro motivo sicuramente meno romantico e che è stato la fonte dei miei primi guadagni.

I rami e le foglie del Mirto venivano adoperati tutto l’anno, servivano per aromatizzare gli arrosti, in particolar modo la carne di maiale.

Nel periodo in cui le bacche maturavano ci mandavano a raccoglierle, pagandocele in base alla quantità e qualità raccolte visto che servivano anche per la preparazione del liquore di mirto.

Bacche di Mirto

Bacche di Mirto

Il Mirto usato fin dall’antichità, è simbolo di gloria, divino e amore, usato in medicina popolare, aromaterapia, fitocosmesi per liquori, pozioni, profumi e cucina.

Amato sia dai greci che dai romani, consacrato alla divinità dell’amore, Venere, questo arbusto per la sua bellezza e il profumo che emana, veniva offerto agli atleti vincitori di gare e anche ai poeti, i sui fiori bianchi profumati essendo simbolo di purezza e bellezza venivano usati per confezionare i mazzolini di fiori per le spose e come porta fortuna.

Il Mirto è diffuso in molte aree del mediterraneo, originario dell’Africa o dell’Asia. Bisogna notare tuttavia che anche nel continente Australiano si trovano il gran numero piante appartenenti alla famiglia delle Mirtacae.

Il Myrtus communis L. è l’unico arbusto spontaneo di questa famiglia (le Mirtaceae) che si trova in Europa, tuttavia, a me piace pensare, che la sua vera patria sia la Sardegna, perché con quest’isola ha un legame molto speciale. Fortemente in essa si identifica, possiede la sua stessa bellezza, stessa sincerità e grande forza nelle sue profonde radici, il Mirto ha l’orgoglio di appartenere a questa terra arida e scura, di una selvaggia e sincera bellezza, tanto da poterne essere la sua bandiera, entrambi lottano da sempre col vento e col fuoco.

Molto spesso il forte vento di maestrale, riesce a piegare questa piantina , facendole assumere delle posizioni buffe, lo stesso vento poi alimenta gli incendi, che porterà a bruciarla quasi completamente, non riuscendo mai a distruggerla, essendo ben radicata e ancorata al suolo, perché possiede antiche e profonde radici.

Identificazione e habitat.

Questo arbusto è un’importante componente della flora mediterranea, impregnando meravigliosamente l’aria col suo profumo, dalle vicine coste marine fino ad arrampicarsi sulle colline per abbellire il paesaggio coi suoi colori fino a 600 metri s. l. m. Questo arbusto è di facile identificazione.

L’arbusto del mirto normalmente può raggiungere l’altezza di 2-3 metri, ma in condizioni ideali, può raggiungere anche i 6 metri.

Il suo fusto è cespuglioso e molto ramificato, le foglie sono coriacee e lucenti, opposte 2 a 2 raramente a 3, lanceolate, di un bel verde scuro, sono provviste di glandole che contengono un olio essenziale dal profumo intenso, si possono vedere guardando le foglie in controluce, i fiori sono bianchi, bellissimi, peduncolati e solitari, sono saldati all’ascella delle foglie; questi fiori hanno 5 petali ed altrettanti sepali, gli stami sono numerosi e lunghi, stilo sporgente e ovario infero, il suo odore è aromatico e pepato, ha un sapore aspro, dolce e resinoso.

Dai fiore che diventeranno frutti, più precisamente bacche o coccole di mirto, che da verde diventeranno blu nerastre quando raggiungono la maturità. È una pianta che si presta bene ad essere potata in varie forme per giardino o recinzioni. Esiste una varietà “alba” con le bacche che da verde a maturità diventano bianche.

Come si coltiva

In estate si prelevano le talee e si fanno attecchire in vaso, per poi trapiantarle a dimora in primavera.

Oppure per seme, tenendo presente che ha un tempo di germinazione abbastanza breve e in più ci vogliono almeno quattro anni prima che entri in produzione.

Cucina e liquori

Il liquore del mirto ha una ricetta molto semplice.

Preparazione del liquore di Mirto

Preparazione del liquore di Mirto

 

Ingredienti:

  • alcool
  • acqua
  • zucchero e/o miele
  • bacche mature

Le bacche o coccole di mirto, hanno semi reniformi duri che danno un olio grasso.

Dalla polpa delle bacche che hanno raggiunto la completa maturità si può ricavare un mosto che contiene circa 12% di zuccheri, dalla fermentazione del mosto si può ricavare un alcole di buon gusto, di odore e sapore eccellente.

In Corsica si produce un liquore stomachico chiamato myrtei, ottenuto attraverso la macerazione delle bacche in alcool, il ricavato è distillato e si aggiunge acqua zucchero e limone, si filtra il tutto e si imbottiglia.

Infuso o tisana di bacche di Mirto

  • Acqua bollente
  • Mirto bacche
  • Zucchero o miele

Le bacche Si fanno bollire in acqua coperte per 5 minuti, si lasciano in infusione per 15 minuti, si filtra e si dolcifica.

Infuso di foglie o tè di Mirto.

Lasciare 25 g di foglie di mirto in un litro di acqua bollente per 20 minuti, filtrare, dolcificare con zucchero o miele, se se ne bevono due tazze al giorno, può aiutare a chi soffre di emorroidi.

In cucina le foglie di Mirto vengono utilizzate per la preparazione della cacciagione per la conservazione della carne del maiale. Le foglie bruciate servono per la fumigazione degli insaccati. Con i rami e foglie di mirto si possono aromatizzare la selvaggina di varie specie, tipo:

  • pillonis de taccula = (piccoli volatili)
  • porceddu = (maialino)
  • angioi = (agnello)
  • sriponi = (cinghiale)

Le foglie se vengono raccolte in estate, hanno più principi attivi.

I fiori vengono raccolti in primavera per estrarre l’essenza.

Per alleviare la tosse si può preparare uno sciroppo con foglie di mirto acqua e zucchero.

  •  70 g di foglie secche
  • 1 litro di acqua
  • 1 kg di zucchero

Lasciare a bagno le foglie per 6 ore coperte con un litro di acqua bollente, filtrare e far sciogliere lo zucchero a caldo, conservare in luogo fresco, un cucchiaio al bisogno.

Ricordiamo che è opportuno informare il prorpio medico prima di assumere derivati vegetali visto che possono anche interagire con i farmaci di sintesi dando reazioni insolite.

Profumi

Con la distillazione delle foglie di mirto, per corrente di vapore si ottiene un olio essenziale di colore chiaro, giallo, aranciato, l’odore aromatico di questa essenza è indefinibile, è solubile in 10 volumi di alcool ad 80°C.

Alcuni decenni fa, veniva prodotta “l’acqua degli angeli” che godeva di un certo prestigio; era semplicemente acqua distillata di foglie e fiori di mirto.

L’olio essenziale di mirto, contiene: mirtenolo, cineolo, geraniolo, linaiolo, canfene ed altre sostanze.

Grado di tossicità: atossico, non irrita e non causa sensibilizzazione.

L’olio essenziale di mirto è un liquido chiaro, giallo o aranciato, con profumo limpido e fresco, canforato, dolce, che ricorda quello dell’eucalipto.

Si armonizza bene in miscela con bergamotto, lavandino, lavanda, rosmarino, salvia sclarea, issopo, bay foglie, limetta, zenzero, chiodi di garofano, ed altri oli speziati.

Scheda descrittiva

  • Divisione: angiospermae
  • Ordine: myrtales
  • Classe: dicotyledones
  • Famiglia: mirtaceae
  • Nome Scientifico Mirtus communis L.
  • Nome Comune: mirto, murta

Spontaneo, selvatico

Droga: bacche, foglie, fiori.

Tempo balsamico: bacche o coccole, novembre / gennaio.

Foglie: Tutto l’anno, in estate è il miglior tempo balsamico.

Fiori: in primavera.

Principi attivi: tannino, olio essenziale, resina, acido citrico e malico, vitamina C

Azione farmaceutica: antisettico, astringente, uso esterno, uso interno

Impiego: alito, bagni, bronchite, raffreddore, e altro, secondo consiglio del medico.

Modo d’uso: decotti, olii, pomate, tisane, vino, liquori, elisir.

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