Tutti gli articoli di Alessandro Manias

Penne pancetta e asparagi

Ingredienti

  1.  500 g penne rigate
  2. 600 g asparagi
  3. 300 g ricotta fresca
  4. 80 g pancetta fresca
  5. 40 g pecorino grattugiato
  6. 30 g cipolla

Preparazione

Pelate i gambi degli asparagi, che lesserete in acqua, eliminandone eventuali parti dure. Le punte le farete saltare per pochi minuti in padella. Passate i gambi lessati in un mixer insieme alla ricotta ottenendo così una crema. Fate rosolare la cipolla insieme alla pancetta tagliata a dadini; aggiungete la crema di ricotta e asparagi.

Scolate le penne al dente e fatele saltare in padella aggiungendo il formaggio e le punte di asparagi. Servite il tutto ben caldo.

Il Bambù o le canne? Le canne e il bambù!!!

Il Bambù o le canne? proverò a rispondere. Alcuni anni fa sono stato in Giappone e ho notato che usano mangiare i germogli di bambù, dopo averli assaggiati devo dire che sono squisiti. In più contengono molte sostanze benefiche per la salute.

Foresta di Bamboo

Foresta di Bamboo

Ho anche notato che molti utensili sono di questo materiale naturale, dalle bacchette usate per prendere il cibo, alle stuoie, tappetini, vassoi e manici di coltelli.

Nella cucina di una università di Osaka dove eravamo ospiti, ho potuto osservare che gli oggetti in bambù erano innumerevoli, dai vassoi bucati dove venivano sistemate le polpettine di riso cotte al vapore, setacci con fori di diverse grandezza per la cottura a vapore.

In realta si producono anche mobili, letti, e altri  oggetti per la casa.

Ponteggi e sostegni di ogni tipo e dimensione, recinzioni di aiuole nei giardini pubblici e privati. Il bambù appartiene alla famiglia più importante per l’alimentazione mondiale delle persone e degli animali, le Graminacee, che comprende moltissime specie di piante.

Ho pensato che da noi questo importane materiale naturale manca, da noi oramai è tutto di plastica, un materiale naturale sarebbe più idoneo anche tenendo conto dello smaltimento dei rifiuti, che prima o poi si dovrà affrontare.

Poi a pensarci bene mi sono ricordato che al mio paese, da bambini, per giocare si adoperava la canna, che anche se non possiede la stessa resistenza, robustezza e dimensione, nel passato del mondo contadino è stato un materiale importantissimo. Anche le maltrattate canne nostrane un tempo venivano adoperate, è ancora oggi possono essere adoperate per tantissimi usi, non costa niente se non la fatica di andarle a tagliare.

Al mio paese in sardegna con la canna intrecciata si facevano le mensole per far asciugare e stagionare il formaggio o le ricotte salate. Si usavano canne robuste, sospese al soffitto in cucina per appendere e far asciugare le salsicce e altre parti del maiale quelle più leggere, poi con i rametti di mirto si separavano i vari pezzi appesi, per impedire che facessero troppa umidità.

Anche le launeddas, forse il più antico strumento musicale polifonico di questo genere, in Europa viene prodotto con le canne.

Con i fiori della canna fatti essiccare si facevano spazzole e piumini per spolverare.

Le canne hanno molti usi comuni e modi di dire, sostegni per le piante negli orti e nelle vigne, spaccata a croce con un sasso legato in mezzo, serve per raccogliere i fichi, detti anche fioroni e anche per la raccolta dei fichi d’india (in sardo si chiama, sa cannuga). Le canne hanno ispirato artisti e modi di dire, come il nome dato al romanzo del premio nobel Grazia De Ledda (canne al vento) o i molti modi di dire tipo povero in canna o trema come una canna,  di queste frasi volendo se ne possono trovare a decine. Ci sono poi le costruzioni dei sotto tetti delle case rurali, dove le canne venivano legate alle travi di legno con vari sistemi, anche col fil di ferro e sopra le canne intrecciate venivano sistemate le tegole, in questo modo fungendo da camera d’aria, si comportava da buon isolante termico.

**Le canne possono essere una risorsa molto importante anche dal punto di vista energetico, essendo possibile adoperarle per la produzione di alcool industriale. Sono facili da coltivare, non hanno bisogno di trattamenti, forse solo di concimi, in quantità e qualità da stabilire per farle produrre di più, si possono sfruttare quei terreni non adatti per altre coltivazioni di pregio.